Info sulle droghe

Archivio sui Report italiani, europei e mondiali sulle droghe:

 

 

 

 

Per non perderci la testa, Laerru, sabato 21 gennaio 2017

Per non perderci la testa, Laerru, sabato 21 gennaio 2017

Nella giornata del 21 Gennaio 2017 presso l’Aula Consiliare del Comune di Laerru si terrà il Convegno di Prevenzione_Educazione alla Salute – Per Non Perderci la Testa promosso dall’Amministrazione del Comune di Laerru e organizzato in collaborazione con l’Associazione Sarda Traumi Cranici Onlus.
Si tratta di un evento particolarmente importante per la comunità di Laerru, un momento di sensibilizzazione e informazione, attraverso il quale si vuole dare maggiore attenzione a tutti gli atteggiamenti, che possono, in modo diretto o indiretto, mettere a repentaglio il benessere dei cittadini.
Durante il convegno, moderato dal Dott. Berti Fisiatra della Neuroriabilitazione AO Brotzu Cagliari, verranno affrontate due tematiche principali:
• Alcol e Droghe: le conseguenze individuali, sociali e le esperienze;
• Il Trauma Cranico: il cambiamento, le conseguenze sociali e le esperienze.
Nella prima parte si metteranno in luce gli stili di vita potenzialmente pericolosi per la salute fisica, cognitiva e sociale, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza del rischio dell’uso/abuso di sostanze e alcool.
Il Dott. Marcello G. Tanca Psicologo e Assessore ai Servizi Socio-Culturali del Comune di Laerru introdurrà la sessione, a seguire Dott. Paolo Loffredo Psichiatra – SER.D ASL Sassari si dedicherà ai Problemi Alcolcorrelati: un Approccio di Comunità. La chiusura della prima parte del convegno sarà a cura della Dott.ssa Giovanna Grillo Presidente “Casa Emmaus” Iglesias.

 

Conferenza “Futuro e Speranza nelle dipendenze”,

Iglesias 6 maggio 2016

dipendenze_2016.

ABSTRACT

Le dipendenze sono un problema complesso e di preoccupante attualità. Da alcuni anni manca l’attenzione politica al problema in quanto non è stata indetta la conferenza nazionale prevista per legge, non c’è la delega politica su questo tema e anche l’attenzione dei media sembra calare su un tema delicatissimo che coinvolge soprattutto i giovani. Prevenzione, trattamento terapeutico, inclusione sociale, riduzione del danno, prevenzione e cura delle patologie correlate: l’obiettivo generale dei servizi e delle strutture che si occupano di dipendenze è il miglioramento progressivo della qualità dell’offerta in tutte queste aree. Quanta speranza c’è sulla effettiva curabilità e sul recupero dei pazienti oggi? Quali strumenti si stanno utilizzando per la prevenzione e sensibilizzazione? A queste a tante altre domande cercheremo di dare una risposta durante la conferenza, grazie al contributo di tanti relatori di fama internazionale.

La giornata sarà suddivisa in due momenti intervallati da un buffet multietnico. La mattina esperti di livello nazionale ci daranno il loro contributo in base alla loro singola esperienza personale e professionale. La sera rappresentanti locali e operatori del settore ci forniranno alcuni dati e testimonianze sulla situazione in Sardegna.

MODERATORE

Prof.Giampiero Farru, presidente CSV Sardegna Solidale

RELATORI

Fabio Lugoboni

“L’abuso di farmaci oppioidi”

Leopoldo Grosso

“Giovani e consumo problematico delle sostanze psicoattive”

Gian Paolo Guelfi

“Il colloquio motivazionale: una rivoluzione copernicana nell’approccio delle dipendenze”

Egle Demaria

“Fragole celesti, una residenza protetta per donne con doppia diagnosi vittime di abusi, violenze e maltrattamenti”

Francesco Scopelliti

“Le dipendenze patologiche: interventi in area penale. I servizi in carcere e in tribunale, l’esperienza di Milanese”

Gerolamo Spreafico

“Pedagogia e Desiderio. Un contributo al metodo per la cura delle dipendenze”

Barbara Barbieri

“Sostegno alla persona e supporto sociale al lavoro per il reinserimento in caso di dipendenza”

Laura Boy

“Esecuzione penale esterna e politiche di prevenzione di trattamento delle dipendenze”

 

ISCRIZIONI

Per iscriversi è necessario registrarsi compilando il form in basso alla pagina e pagare tramite paypal la quota di partecipazione di 50 euro che comprende: coffe break, light luch multietnico e kit composto da borsa in tela, block notes, penna e abstract degli interventi dei relatori.

Nome e Cognome:*
Città:*
E-mail:*
Professione:*
Azienda/ente:*
Eventuali intolleranze e/o allergie alimentari:

L’Esperto risponde: Salvatore Carai, Serd Olbia

1. Droga e giovani. Quale è la situazione nella provincia di Olbia?

Essendo il nostro un Serd ad alta intensità il numero degli utenti in carico ad oggi è di circa 800. Tipologie utenza: GAP, DCA, PAC, policonsumatori, cocaina, eroina, THC, ketamina, LSD, ectasy, di età variabile dai 12 anni ai 75 anni. Alcune considerazioni:sono in aumento il numero degli adolescenti nel circuito penale minorile e si è osservata un abbassamento dell’età di prima assunzione della sostanza (THC, alcool, sigarette) a circa 10-11 anni

2. Come funziona il Serd di Olbia? (apertura al pubblico, principali attività, risorse umane)

1.1 orari di apertura al pubblico:

Distribuzione farmaci dal lunedì al venerdì dalle ore 8,30 alle 10,30, sabato dalle 8,00 alle 10,30, mercoledì pomeriggio dalle 16,00 alle 17,30

Terapia individuale, familiare, colloqui di accoglienza dal lunedì al venerdì dalle ore 8,00 alle 13,00, sabato mattina dalle ore 8,00 alle 12,00, lunedì e mercoledì pomeriggio dalle ore 15,30 alle 18,00

Terapia di gruppo nei giorni di lunedì e mercoledì dalle ore 17,30 alle 19,00

Segreteria dal lunedì al venerdì dalle ore 8,00 alle ore 13,30, mercoledì pomeriggio dalle ore 15,30 alle 18,00

1.2.principali attività:

Distribuzione:

somministrazione e affido concordato farmaci stupefacenti, psicofarmaci, farmaci avversivanti, gestione stupefacenti (carico/scarico, approvvigionamento, etc.), verifiche tossicologiche su campioni urinari, verifiche alcolemiche, prima valutazione tossicologica di tipo qualitativo su campioni urinari (test rapidi), prescrizione farmaci ed ematochimica, osservazione clinica, prima accoglienza, ritiro appuntamenti,

Attività clinica:

valutazione clinica e diagnosi uso/abuso/dipendenza di sostanza stupefacenti, alcool, tabacco e altri comportamenti di dipendenza (GAP, DCA, internet addiction, etc.), e valutazione di eventuali patologie correlate.

valutazione e presa in carico psicologica  e sociale

certificazioni cliniche ritiro patenti

certificazioni assenza di tossicodipendenza e/o uso/abuso di sostanze stupefacenti e alcool per idoneità alla guida, iscrizione al ruolo, affidi e adozioni, etc

segnalazioni Prefettura ex artt. 75 e 121.

valutazioni cliniche e psico-sociali su invio del Tribunale dei Minori e del Tribunale Penale.

valutazione clinica e trattamento doppia diagnosi.

riunioni d’équipe a cadenza bisettimanale.

Psicoterapia individuale, familiare e  di gruppo. Numero gruppi terapeutici attivi: 3 gruppi terapeutici per il GAP a cadenza settimanale,

1 gruppo terapeutico per DCA a cadenza mensile,

1 gruppo genitori di tossicodipendenti a cadenza quindicinale,

1 gruppo terapeutico ex tossicodipendenti a cadenza settimanale,

gruppi terapeutici intensivi per la disassuefazione da tabacco a cadenza semestrale, programmi di disassuefazione e allontanamento da sostanze stupefacenti, alcool, tabacco, comportamenti di addiction

Segreteria:

front desk, ritiro appuntamenti, delibere inserimenti in comunità, protocollo, pratiche amministrative

1.3 risorse umane:

numero di dipendenti: 2 medici, 1 infermiere, 2 assistenti sociali, 2 psicologi, 2 OSS, 1 amministrativo

3. Quali strumenti per la prevenzione utilizza il Serd di Olbia nei confronti dei giovani e nelle scuole?

Nelle scuole medie superiori di Olbia e Tempio P. tramite progetti di prevenzione su alcool, droghe e Gioco d’Azzardo Patologico, sul tabagismo nelle scuole medie e scuole superiori. Partecipazione al progetto Early Detenction del Dipartimento per le Politiche antidroga.

4. Quando  è che un problema diventa una patologia da curare nei modi e nei programmi di una struttura specifica come il Serd?

Quando c’è un uso non terapeutico di sostanze stupefacenti; quando l’uso di alcool diventa uno stile di vita; quando alcuni “comportamenti” di uso/abuso iniziano ad essere percepiti come dannosi, fuori controllo, preoccupanti sia a livello personale che familiare.

L’Esperto risponde: Paolo Loffredo. SerD Sassari

1. Si dice spesso “La rete ammala, la rete cura”. Quali i principali errori che la famiglia e la scuola anche inconsapevolmente compiono nei confronti di soggetti affetti da dipendenza?

La famiglia alleva i figli accettando la prescrizione sociale del bere: i figli assumono spesso alcol fin dalla permanenza in utero, dal momento che l’alcol supera agevolmente la membrana placentare. In ogni caso l’assunzione degli alcolici viene incoraggiata e “sacralizzata” (in occasione di feste religiose o no) fin dalla più tenera età. Viceversa il presentarsi di problemi legati all’uso di alcol  innesca un processo di stigmatizzazione e rifiuto da parte di chi, apparentemente, sa bene che ostacola in maniera radicale l’accettazione del problema da parte del soggetto interessato. Insomma il messaggio familiare e sociale in generale e anche della scuola in particolare -pensiamo alle entusiastiche lezioni sulla vendemmia spesso con accompagnamento in loco- rispetto alle difficoltà relative al bere alcolici sembra essere questo paradosso: devi assumere questa sostanza tossica, questa droga, ma devi stare bene. Inoltre, di tutto ciò non ne vogliamo parlare. Si vuole parlare, invece e tantissimo, delle droghe illegali. Questo è salvifico per i nostri rituali sociali perché risponde alla necessità di stigmatizzare ciò che non è culturalmente accettato (la droga illegale, i “tossici” sporchi e cattivi), prendendo distanza e deresponsabilizzandoci ulteriormente. L’uso, a volte ricreazionale, da parte di giovani di sostanze illegali nonché “leggere”, genera, al contrario di ciò che accade con le sempre più diffuse “sbornie del fine settimana” un grave, per quanto impotente, allarme sociale e familiare.

 2.Esistono delle connessioni tra particolari strutture e modelli  familiari e il problema delle dipendenze?

I modelli familiari classicamente descritti nelle dipendenze rispondono a due fattispecie particolari: da un lato le famiglie cosiddette invischiate, dove prevalgono difficoltà di tipo “strutturale”: ruoli non ben definiti, gerarchie poco chiare, confini poco segnati, alleanze o coalizioni trans-generazionali. Lo schema tipico nel caso delle famiglie con tossicodipendenza è quello del padre periferico e madre iper-coinvolta col figlio adolescente sintomatico, spesso in una sotterranea coalizione contro il padre. L’altra tipologia di famiglia, statisticamente coinvolta nelle problematiche di dipendenza è la famiglia disimpegnata, dove prevalgono elementi di distanza e scarsa cura nei confronti dei figli. Questi tipi di famiglie si trovano agli estremi della scala sociale: da un lato le famiglie multiproblematiche socialmente deteriorate, dall’altro le famiglie alto borghesi.

3. Le dipendenze patologiche sono sempre più diffuse e riguardano ambiti diversi. Quali sono i comportamenti di addiction più diffusi? Quali le loro caratteristiche?

In grande ascesa sembrerebbero essere i comportamenti “senza sostanza” come il gambling, le dipendenze sessuali , internet. Tra le sostanze l’alcol è in calo come consumi generali, ma sembra essersi abbassata molto (soprattutto in Italia) l’età d’esordio e la numerosità dei bevitori reclutati nelle fasce giovanili. La politica commerciale delle alcolpops è stata inventata proprio per contrastare il fenomeno della contrazione dei consumi. La cocaina sembra in forte ascesa.

4. Come fare a riconoscere i primi campanelli d’allarme? A chi rivolgersi per chiedere aiuto?

La capacità di riconoscere i problemi dipende in modo determinante da due  fattori:

  1. per ciò che riguarda il bere la diffusione di una cultura nuova nella comunità di appartenenza, in particolare tra i Medici di Medicina Generale, che permetta di fare diagnosi precoce e non aspettare il ricovero come primo step diagnostico. La possibilità di fornire consulenza/sostegno ai familiari, anche senza la immediata presenza del cosiddetto “direttamente interessato”
  2. servizi non connotanti per l’accoglienza delle famiglie con adolescenti in difficoltà.

L’Esperto risponde: Raffaele Pittau. SerD Carbonia

1. I dati sia nazionali che esteri sono concordi nel sottolineare  una tendenza ad un abbassamento dell’età del primo contatto con le droghe. Al fine di favorire una cultura della prevenzione delle dipendenze, quali azioni sarebbero necessarie secondo lei per supportare la scuola e le famiglie?

Io distinguerei l’uso di sostanze, dallo stato di tossicodipendenza, che sebbene uno possa portare all’altro, sono fenomeni non sempre coincidenti nella loro logica.

Infatti quello che sta realmente aumentando, spostandosi verso fasce d’età sempre più precoci, è il consumo di sostanze, spesso con le caratteristiche di poliabuso, mentre una reale tossicodipendenza verso una sostanza primaria, appare tutto sommato abbastanza costante, se non in lieve calo considerato l’ultimo decennio.

Perché è importante fare questa distinzione. Mentre per il consumo acquisisce un valore fondamentale la diffusione e l’ampia gamma di sostanze  d’abuso, per quanto riguarda la tossicodipendenza, le caratteristiche del singolo soggetto per alcuni fattori di rischio, diventano elementi determinanti.

Ciò porta a strategie differenziate sugli aspetti preventivi, infatti nel caso del consumo una diminuzione dell’offerta di sostanze, accompagnata da una ridefinizione di valori culturali, potrebbe avere incisività nel contenimento del fenomeno.

Ho molti dubbi circa la possibilità d’impedire la circolazione di sostanze, mentre uno sforzo affinché famiglia, scuola, società civile in generale, non continuino ad abdicare ad una funzione educatrice, si potrebbe ancora fare. Infatti una delle caratteristiche attuali del mondo giovanile è quella di una continua ridefinizione di se, in cui l’uso di sostanze facilita l’indefinitezza, ma questo è anche la conseguenza della difficoltà di famiglia, scuola, società di dare modelli di riferimento. La velocità di cambiamento culturale ha modificato stili di vita, ruoli, identità nel mondo degli adulti, figuriamoci l’effetto di questa situazione nella ricerca adolescenziale d’identità.

Io  come consiglio alle famiglie darei proprio questo: ricercate la continuità dei valori, definendovi attraverso comportamenti coerenti, non abbiate paura di essere giudicati e criticati dai vostri figli, non dategli soltanto strumenti per la loro crescita e maturazione, ma fornitegli anche dei contenuti.

Un altro discorso si pone invece riguardo alla tossicodipendenza. In questo caso diventano determinanti, oltre alla sostanza, elementi di fragilità individuale, quali disturbo dell’attenzione, depressione, disturbi dell’adattamento etc. Diventano inoltre importanti problematiche inerenti il nucleo famigliare e il tessuto sociale  in cui è inserito. In questo caso una prevenzione di tipo generale non può dare buoni risultati. E’ necessaria una prevenzione selettiva che identifichi precocemente i fattori di rischio e attraverso un percorso di rete in sinergia con istituzioni e privato sociale, inneschi un processo che possa affrontare in maniera efficace questi fattori di rischio.

 2.Cosa sbagliano i media quando parlano del problema delle dipendenze e quale approccio sarebbe indicato secondo la sua esperienza?

La tendenza dei media è quella di semplificare un fenomeno complesso. L’informazione su fatti riguardanti l’uso di sostanze, oscilla tra un atteggiamento etico stigmatizzante e marginalizzante, colpevolizzando l’individuo che si “droga” e l’atteggiamento che pone il   problema soltanto nella sostanza, quale fosse un agente patogeno che fa ammalare chi ne viene a contatto. Nella mia esperienza purtroppo devo dire che , talvolta, un uso strumentale dei media del fenomeno tossicodipendenza, renderebbe auspicabile che ci fosse , in parte, un minore interessamento sull’argomento specifico.

3. Quali attività portate avanti come SerD per favorire la prevenzione?

 Come SerD abbiamo un compito istituzionale nella prevenzione che in passato  abbiamo svolto anche attraverso campagne informative sui comportamenti d’abuso di sostanze e le loro conseguenze in termini sociali, legali e sulle patologie correlate. Si sono attivate nelle scuole sportelli d’informazione e progetti di “peer education”; inoltre specie per l’alcol e i GAP sono stati attivati gruppi di auto mutuo aiuto, che sebbene abbiano più una valenza terapeutica, funzionano anche come strumenti di pressione preventiva. Ma è mio personale parere che questo non basti, anche perché la portata di questi interventi è difficilmente misurabile in termini di efficacia. Mentre come ho già espresso in precedenza, un reale intervento preventivo parte con l’individuazione dei soggetti a rischio, per cui da uno studio che identifichi gli individui, le famiglie, i gruppi, le situazioni che mostrino pattern di debolezza nei confronti di comportamenti tossicomanici e li focalizzare l’intervento. Che non deve essere semplicemente una messa in guardia dal consumo di sostanze, che spesso è una risposta maladattiva a disagi sottostanti, ma deve invece intervenire proprio su questi disagi. Naturalmente un compito ambizioso come questo non può essere svolto da un unico ente, pertanto strategie  di collaborazione tra tutti gli attori che gravitano intorno al disagio giovanile, sono auspicabili e doverose. Come per la salute in generale è necessario un coinvolgimento dell’intera società.

 

CONFERENZA “LE DIPENDENZE RIMOSSE”,

8 maggio 2015 Iglesias

locandina conferenza
Nella splendida cornice del Palazzo Bellavista di Iglesias, Casa Emmaus organizza per venerdì 8 maggio 2015 una conferenza regionale intitolata “Le dipendenze rimosse”.Tema principale della giornata è la tendenza a nascondere, a vari livelli, dalla politica alla società in generale, il problema delle dipendenze.
La giornata, moderata da Giampiero Farru, presidente del CSV Sardegna Solidale, sarà suddivisa in due momenti intervallati da un buffet multietnico. La mattina esperti di livello nazionale ci daranno il loro contributo in base alla loro singola esperienza personale e professionale. La sera rappresentanti locali e operatori del settore ci forniranno alcuni dati e testimonianze sulla situazione in Sardegna.
Per iscriversi è necessario registrarsi seguendo il link in basso e pagare tramite paypal la quota di partecipazione di 20 euro che comprende: coffe break, pranzo multietnico e kit composto da borsa in tela, block notes, penna e abstract degli interventi dei relatori.

Relatori:

Elisabetta Cioni, La rete per le dipendenze: pratiche comunicative e impatto dei social media

Anna Franceschini, L’abuso di oppioidi da prescrizione negli USA: analisi di un’epidemia

Fabio Lugoboni, L’abuso delle benzodiazepine: la cenere sotto il tappeto.

Umberto Paioletti, Le comunità terapeutiche nel sistema di cura delle dipendenze

Leopoldo Grosso, Le comunità terapeutiche oggi in Italia

Numero verde contro Bullismo e Spaccio di stupefacenti tra i giovani

27 Ottobre 2014

E’ attivo anche a Cagliari dal 27 ottobre 2014 il nuovo servizio di segnalazione che il Ministero dell’Interno ha istituito per contrastare i fenomeni del bullismo e dello spaccio di stupefacenti tra i giovani. Al numero 43002chiunque potrà segnalare, in forma anonima o identificata, eventuali episodi di bullismo o di spaccio di stupefacenti nelle scuole.

Il progetto fa parte della nuova strategia nazionale di azioni per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di illegalità che possono turbare il regolare andamento delle attività scolastiche e lo sviluppo psico-fisico dei minori; scopo dell’iniziativa, in particolare, è quello di valorizzare il contributo attivo dei cittadini attraverso più moderni ed efficaci canali di ascolto e comunicazione, facilmente utilizzabili da tutti.
Il servizio è rivolto in particolare ai giovani, uno strumento di prevenzione in più ai ragazzi e alle loro famiglie facilitando così, grazie ad un servizio di comunicazione molto diffuso e utilizzato dai giovani l’emersione di situazioni che spesso rimangono nascoste.
Naturalmente questo nuovo servizio non sostituisce i numeri già attivi e i canali “tradizionali” per contattare le forze dell’ordine, ma è soltanto una possibilità in che viene offerta ai cittadini, per andare incontro soprattutto ai ragazzi che, probabilmente, hanno più dimestichezza con gli Sms che con il 112 o il 113.

Convegno: “Nuovi modelli di intervento nelle dipendenze – I Ser.D della Sardegna a confronto”, 17 Maggio 2014

Anche Giovanna Grillo, direttrice dell’associazione Casa Emmaus di Iglesias, tra i relatori

Hotel Regina Margherita Viale Regina Margherita, 44, 09124 Cagliari

manifesto

Relazione Annuale 2013 _Dipartimento Nazionale Politiche Antidroga.

L’analisi generale dell’andamento dei consumatori negli ultimi 12 mesi, riferiti alla popolazione generale 15-64 anni, conferma la tendenza alla contrazione del numero di consumatori, già osservata nel 2010 per le sostanze quali eroina, cocaina, allucinogeni, stimolanti e cannabis. Questo il dato generale che emerge dalle indagini campionarie sulla popolazione e dalle analisi delle acque reflue eseguite dal DPA, contenute nell’ultima Relazione al Parlamento 2013 sull’uso di sostanze stupefacenti e tossicodipendenze in Italia, elaborata dal Dipartimento Politiche Antidroga. La cocaina, dopo un tendenziale aumento che caratterizza il primo periodo sino al 2007, segna una costante e continua contrazione della prevalenza di consumatori sino al 2012, stabilizzandosi nel 2013. Per l’eroina si osserva un costante e continuo calo del consumo sin dal 2004, anno in cui si è osservata la prevalenza di consumo più elevata nel periodo di riferimento, pur rimanendo a livelli inferiori al 2% degli studenti intervistati. L’indagine 2013 sui soggetti tra i quindici e i diciannove anni ha invece sottolineato un lieve aumento di consumatori di cannabis che hanno dichiarato di aver usato la droga almeno una volta negli ultimi dodici mesi. Per quanto riguarda la prevalenza del consumo di allucinogeni, nell’ultimo anno, anche se la popolazione che li utilizza è per fortuna ancora poco consistente, si osserva però una lieve tendenza all’aumento del fenomeno. Inoltre, focalizzando l’attenzione sui giovani, l’indagine 2013 sulla popolazione studentesca (su un campione di 34.385 soggetti di età compresa tra i 15-19 anni) ha rilevato le seguenti percentuali di consumatori (una o più volte negli ultimi 12 mesi): cannabis 21.43%, (19,4% nel 2012), cocaina 2,01% (1,86% nel 2012), eroina 0,33% (0,32% nel 2012), stimolanti metamfetamine e/o ecstasy 1,33% (1,12% nel 2012) e allucinogeni 2,08% (1,72% nel 2012).  L’analisi, quindi, indica in particolare un incremento di 2,29 punti percentuale del consumo di cannabis rispetto al 2012.

Per quanto riguarda i soggetti tossicodipendenti con bisogno di trattamento risultano essere circa 438.500 mila e con un tasso 11/1000 residenti di età compresa tra i 15 e i 64 anni. Di questi 277.748 non risultano essere in trattamento presso i servizi di assistenza. Le Regioni con maggior bisogno di trattamento per oppiacei sono nell’ordine: Liguria, Basilicata, Sardegna, Molise e Toscana che presentano una prevalenza superiore a 6,0/1000 residenti di età compresa tra  i 15-64 anni. I soggetti che hanno richiesto per la prima volta un trattamento sono stati 30.169 con un tempo medio di latenza stimato tra inizio uso e richiesta di primo trattamento di 6.1 anni. L’età media dei nuovi utenti è di circa 34 anni, con un arrivo sempre più tardivo rispetto agli anni precedenti. Le sostanze primarie maggiormente utilizzate dagli utenti in trattamento risultano essere il 74,4% oppiacei, il 14, 8% cocaina e l’8,7 % cannabis.

Fonte www.politicheantidroga.it

 

 

 

Comments are closed.