Giornata mondiale della salute mentale: le cure di Casa Emmaus per coloro che hanno disagi
Anche Casa Emmaus ha partecipato oggi al convegno pubblico organizzato dall’Asl Sulcis Iglesiente in occasione della Giornata mondiale della salute mentale. Un momento per riflettere sull’importanza di garantire sempre e a tutti l’accesso ai servizi di salute mentale. Alla presenza di numerosi operatori sanitari e dei servizi sociali, a studenti, insegnanti e dai rappresentanti delle associazioni del territorio, è stata l’occasione per mostrare al pubblico i bellissimi murales donati dalla cooperativa sociale Casa Emmaus di Iglesias al reparto di Psichiatria dell’ospedale Sirai di Carbonia, da un’idea dell’assessore regionale della Sanità, Armando Bartolazzi: un lavoro che ha impegnato anche la cooperativa la Carovana, oltre a una rappresentanza proveniente dalle proprie comunità e di volontari dal reparto stesso. Il significato è stato quello di utilizzare il valore terapeutico dell’arte e della bellezza nei luoghi di cura come metafora di cambiamento e libertà di espressione. Di seguito una galleria di immagini dei murales.






In tarda mattina ha preso la parola sul palco Luca Manconi, componente dell’equipe psicopedagogica della comunità maschile “San Lorenzo” di Casa Emmaus, il quale ha illustrato le attività della cooperativa di Iglesias in questo delicatissimo ambito sociale. «Questa giornata ci consente di approfondire le pratiche dell’accoglienza di tanti ragazzi e ragazze che hanno delle fragilità», ha sottolineato. «Noi ospitiamo ragazzi che affrontano percorsi di cura dalla tossicodipendenza e dai disturbi alimentari. All’interno di questo ampio panorama è compresa anche la fragilità mentale. La cosiddetta “doppia diagnosi” complica il lavoro, perché si ha a che fare anche con i molti volti delle malattie mentali. Ecco perché è fondamentale la formazione degli operatori. La conoscenza va di pari passo con le prassi educative, che si concretizzano con azioni nei riguardi dei nostri ospiti con questa doppia fragilità. A volte il percorso delle dipendenze procura disturbi psichiatrici che spesso portano a una forma di cura non funzionale, che è appunto quella dell’utilizzo di sostanze o di comportamenti abusanti o devianti».

Di fronte a un’attenta platea con numerosi giovanissimi, Manconi ha poi sottolineato quanto sia preoccupante l’aumento crescente del numero di giovani con problemi psichiatrici. «Nella mia esperienza, in parte è causato da una rete di abitudini, amicizie e stimoli che provocano un vuoto, la ricerca mancata di una pienezza di vita. L’adolescente e il giovane adulto cercano la propria felicità. D’altra parte, la facilità nel reperimento di sostanze, o certi stili di vita, contribuiscono a una fragilità di fondo. Un altro aspetto non secondario è la qualità della presenza dell’adulto accanto a questi ragazzi: possono essere le famiglie o, più in generale, la comunità educante. Anche il mondo della scuola ha le sue responsabilità».

Stamane, durante i lavori, è stato proiettato un piccolo video emozionale che riassume lo spirito dei progetti portati avanti da Casa Emmaus da 37 anni attraverso le sue comunità di Iglesias per dipendenti da sostanze e immigrati, il Centro “Lo Specchio Dan” di Domusnovas e il poliambulatorio gratuito per gli indigenti “Talità Kum”, inaugurato quest’anno sempre a Iglesias. Nel corso della mattinata, la direttrice generale Emanuela Sanna e alcuni responsabili e ospiti della comunità Lo Specchio hanno partecipato al dibattito pubblico che si è tenuto a Domusnovas in seno all’iniziativa Agorai, creata dalla Asl di Cagliari con la direzione di Alessandro Coni. L’evento, organizzato dal Collegio nazionale dei dipartimenti di Salute mentale in 80 piazze di tutta l’Italia, è servito a sensibilizzare la cittadinanza su un tema di grande impatto sociale che riguarda da vicino numerose famiglie.

Per vedere la videointervista a Luca Manconi, cliccare qui.
