Intervista a Denise Orrù, responsabile della nuova struttura per minori donne

Ci parli della nuova struttura.

«L’attività è iniziata il 2 luglio all’Eremo di Cuccuru Tiria, denominata “L’innesto”, dove sarà possibile accogliere minori (da 14 a 18 anni) e giovani adulte (dai 18 ai 21 anni), che siano dipendenti da sostanze d’abuso, disturbi mentali e sottoposte a misure giudiziarie, nonché “minori sociali” (utenze inviate dai comuni, senza particolari problemi psichiatrici o di abusi di sostanze, ma vessati — ad esempio — da problemi famigliari o comportamentali».

 Chi ospita finora la nostra comunità?

«Sono presenti due ragazze, domani se ne aggiungerà una terza (due mandate dalla neuropsichiatria e una doppia diagnosi)».

Come si svolgono le giornate?

«Le attività quotidiane — in un periodo particolare come l’estate, quando non c’è scuola né tirocini avviati — si svolgono tutte nella struttura o nei pressi, con l’accompagnamento degli operatori. Si tratta ad esempio di sistemare e curare gli spazi comuni, preparare i pasti e la sera partecipare a uscite ricreative. A tutto questo vanno abbinati lo svolgimento dei gruppi psico-educativi e i colloqui per mantenere sotto controllo il quadro della situazione».

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